domenica 18 novembre 2007

Col naso sul vetro


Sarà capitato a anche a voi, o forse no. Io, da ragazzino, ero curioso di guardare dentro le macchine parcheggiate per strada e me ne stavo col naso sul vetro a sognare di guidare e a cercare di indovinare i titoli delle cassette stereo otto (era ancora troppo presto per le copertine di Fausto Papetti).
Evidentemente la curiosità mi è rimasta ancora. Oppure, se vi sembra una spiegazione più intelligente: questa è la foto di quel ricordo.

Una vecchia Austin che oggi ho trovato parcheggiata sul lato nord del Parco della Caffarella, quello delle ville per ricchi.

Note tecniche: Yashica Mat 124 G, Ilford FP4, Rodinal 1+50 15', Chi se ne frega dei riflessi!

domenica 28 ottobre 2007

Naufragio nel bagno

Questo naufragio domestico è il risultato di un esperimento sul pinhole.


L'immagine forse è poco significativa, ma penso che i dati tecnici potranno interessarvi:
- pinhole da 0,6 mm montato sul tappo dell'hasselblad;
- Kodak Tri-x tirata a 800 ASA;
- F130 60s (15s X 4 di reciprocità)

Il corpo Hasselblad con il tappo originale mostra una lunghezza focale di circa di 78 mm, il diametro ottimizzato è pari a 0,4 mm.

Il pinhole fa parte di una serie di 3, autocostruiti, ricavati da una lattina di bibita, incisa con un ago da lana e smerigliata a lucido con il Dremel.

mercoledì 10 ottobre 2007

Inviti

Raccolgo il commento di Marcello e lo trasformo in un invito: allarghiamo il blog a chi tra le nostre conoscenze possa portare un contributo alla discussione e al confronto di immagini.

Non apriamo a tutto il mondo perchè credo che nessuno di noi abbia voglia e tempo di moderare un blog e soprattutto di leggere commenti fuori luogo e tema.

che ne dite? se usiamo un po di accortezza ne trarremo vantaggio!

TETI SIP TIM TELECOMITALIA... SIP?



Guardate questo cartello pubblicitario.

L'ho fotografato col cellulare (la foto del cellulare fatta col cellulare è una meta-fografia o una meta-conversazione-cellulare?) vicino a casa mia.

Guardate il logo in basso a destra

leggete il messaggio pubblicitario

non vi sembra che qualcuno abbia inventato il viaggio nel tempo?

Adox CMS

Vi avevo annunciato il mio test di questa pellicola "Technical Pan di nuova generazione". 20 ASA. Sviluppo specifico Adotech. Ebbene ho sviluppato due rulli 135 ed il risultato è stato all'altezza delle aspettative.
Il negativo ha una nebbia inesistente ed un supporto più spesso del normale, la consistenza al tatto stupisce già quando si carica il tank. La gamma tonale è notevole, senza esasperazione del contrasto. Ma la sorpresa è al focometro.

Metto il negativo sotto il Durst M670 di Luciana, e provo a mettere a fuoco. Avvicino l'occhio al mirino del focometro e vedo l'immagine ingrandita da mettere a fuoco ma NIENTE GRANA! E' la prima volta che mi succede, anche con la CHS25 o la Rollei Pan25 un minimo di grani da mettere a fuoco c'era sempre! La CMS va messa a fuoco su una linea a fuoco dell'immagine ripresa, non si vede nient'altro (perlomeno a 8x).

Questo è un link al sito, vi assicuro che il test da quello che ho visto è significativo.

test Adox CMS20

Sto facendo un nuovo ordine alla Adox, 5 rulli 135 e lo sviluppo Adotech corrispondente per i 5 rulli costa 21 EUR. Ra si è associato, fatemi eventualmente sapere.

martedì 9 ottobre 2007


ed ecco un'altra cartolina!
come potete vedere, è stata scattata ad istanbul
f90x 80-200 velvia 100f
scherzi a parte, il post di Marcello mi ha fatto venire voglia di guardare le due "cartoline" insieme.... che differenza!
allora ho fatto un rapido giro sulle altre foto postate. di tutti noi. e, cartoline o no, CHE DIFFERENZA!
Avete mai guardato come sia chiaramente diversa la mano di ciascuno di noi? se guardate le foto postate vi accorgete subito della differenza.
Non si capisce a prima vista quali siano i tratti comuni e quelli distintivi; e come è difficile esplicitarli!
sembrerà banale però in effetti io non avevo mai confrontato in maniera cosi sistematica le mie foto con quelle degli altri (tranne le sedute di stampa con sergio... ma lui usa la luce rossa, vi sfido a vedere la foto)
trovo molto istruttivo questo confronto, grazie a tutti voi

lunedì 8 ottobre 2007

Roma - seconda cartolina

Ebbene sì, lo confesso: il post di Roberto mi ha fatto scattare una certa voglia di cartolina. Così, domenica, mentre ero uscito a provare un tappo pinhole per la Hasselblad mi è scappato di fare questa foto dietro l'arco di Costantino.
Ah, il pinhole ha bisogno ancora di qualche sistematina, ve ne scriverò in un prossimo post.

Arco di Costantino. Kodak Tri-X in Rodinal 1+50

martedì 2 ottobre 2007

Famolo Strano: il pinhole


La fotografia pinhole è uno degli aspetti più divertenti della fotografia tradizionale, è talmente divertente che è stata trasportata anche nel "meraviglioso mondo della fotografia digitale".

La fotografia pinhole è divertente perchè ti consente di creare immagini diverse anche in un contesto banale. Guardate la foto di questa tazza di cesso: non vi sembra strano che questa ripresa così grandangolare conservi una prospettiva rigidamente geometrica? E poi, provate ad ingrandirla: l'immagine è piuttosto soft (meno di certe compattine), ma non c'è niente che sia fuori fuoco.
Queste caratteristiche oltre ai mossi evidenti, tipici di tempi di posa nell'ambito del minuto, fanno sì che le immagini pinhole siano sempre un po' particolari.

Tuttavia l'apetto più divertente di questo tipo di fotografia è la possibilità di autocostruirsi il mezzo di ripresa.

Il pinhole
Per fare fotografia pinhole ci vuole il pinhole, ovvero un buco grosso come una capoccia di spillo da usare al posto della lente di ripresa. Se facciamo i conti con l'ottica geometrica, più sottile è il buco e più nitida e la foto. In realtà intervengono degli effetti di diffrazione per cui data una certa lunghezza focale è possibile individuare il diametro ideale.
Non sto a scassarvi le scatole sulle formule: la rete è piena di applicazioncine per fare il calcolo, come questa : http://www.photostuff.co.uk/pinholec.htm
In pratica un buco più tondeggiante possibile è meglio di un buco ottimizzato in diametro ma pieno di sbavature.
Io mi regolo così: ne faccio due o tre sul lamierino di una lattina di coca e poi scelgo quello venuto meglio. Ah, per misurare il diametro lo passo allo scanner regolato alla massima risoluzione e conto i pixel.

La lunghezza focale
Il calcolo della lunghezza focale è la cosa più semplice del mondo: è la distanza fra il buco e il materiale fotosensibile. confrontando la lunghezza focale con la diagonale del materiale sensibile si può capire se il nostro pinhole sarà grandangolare, normale o tele.

Il sensore
Può essere il sensore di una reflex digitale, può essere della pellicola, ma può anche essere un pezzo di carta da stampa. In pratica maggiore la latitudine di posa meglio è (lasciate perdere le diapositive).
Usare la carta fotografica, possibilmente politenata, sottile e a gradazione fissa ci da la possibilità di ottenere negativi di grande formato da stampare per contatto. Una bella esperienza.

La fotocamera
Se cercate in rete trovate di tutto: dalle scatole per le scarpe, alle reflex trasformate montando il pinhole su un tappo da applicare al corpo macchina e su fino alle macchine costruite da artigiani in legni pregiati. Ho visto un progetto in cui si utilizzava un van come fotocamera, con un foglio di carta sensibile da un metro per due su una parete. Di una cosa non dovete preoccuparvi: l'otturatore. I tempi di posa sono così lunghi che potete usare le dita (sì le dita!) per stoppare la luce sul pinhole.

Esempio pratico
La foto della tazza di cesso in apertura del post è stata fatta su pellicola Kodak T-max 400 con una scatoletta di cartone autocostruita che fa negativi 6x9. La lunghezza focale è, se non ricordo male, di circa 50 mm. Il normale standard per questo formato è circa 105 mm (108 in realtà), quindi con 50 mm siamo su un bel grandangolo.

Il diametro ottimo per 50 mm è 0,3 mm. Ovvero un F-stop pari a 167.
Se fosse F-stop=180 (un'ottima approssimazione) avremmo che il tempo di esposizione è pari a quello ottenuto con la regola del 16 moltiplicato per 128.

Se prendiamo come riferimento la mia tabellina postata a settembre, la luce nella foto della tazza può essere ipotizzata pari a 6 stop sotto la regola del 16. Se moltiplichiamo il tempo ottenuto ad F 16 (circa 1/4 s) per 128 otteniamo la bella cifra di 32 secondi! Aggiungiamo uno stop per la reciprocità e stiamo sul minuto.

Tempi attorno al minuto sono perfettamente normali in questo tipo di fotografia.

Tanto per darvi un'idea: la carta politenata ha una sensibilità fra di 3-6 ASA.

Che dite partecipiamo?

Questo l'invito che ho ricevuto su una mail list di fotografia pinhole. Che dite, partecipiamo?

Hi all!I'm happy to announce you this new call for entry !I hope you'll be so numerous, and even more, than this year to participate!Don't hesitate to contact me if you need some more information.Cheers from ParisMarinoel
Call for Participation in an Exhibition
The Andre Malraux Cultural Center of Le Bourget (France) organizes his second International lensless Photographic Exhibition ! Uniquely pinhole, zone-plate, sieve...
The topic of the exhibition is: Urban Nature
Urban nature! From the flowers on the balcony to the dogged bit of grass growing between the paving stones of the streets, from the arranged parks to the falow lands, from the free flying pigeons to the bears in a cage at the zoo... The pinhole photography must give youranswer to the question: which place does still occupy the nature in our large cities?
Each photographer will have a surface of 1 m2 that he will fill with its own way with the number of images which he wants! 1 image of 100 X 100 cm, 4 images of 50 X 50 cm or 100 images of 10 X 10 cm... which they are presented in square, rectangle, L or... it doesn´t matters the number of pictures and the arrangement, the surface must be 1 m2!

The exhibition will take place from 2008 March 4th to April 27th,
at the Andre Malraux Cultural Center of Le Bourget (France)

To take part, send before 2007, December 31th, by Internet only a file including the following parts:
- Reproductions of images such as they will appear in the Exhibition - Each reproductions must be numbered. Each reproduction will measure 15 cm (5,9²) in its greatest dimension in 300 dpi, then to have passed into jpeg format, maximum quality. Each one must be cleaned up, in RGB format for colours, in gray levels for Black and White.
- A sketch presenting the arrangement with the number of each picture. You aren´t obliged to use frames,your pictures can be simply pasted on a rigid support or presented in the form of a roller...
- a note (format RTF or PDF) presenting (in French, English or Spanish) :
- Your Name, First name, Address,Country , and e-mail address.
- A short biography (5 lines)
- Characteristics of the pinhole-camera(s) used to create these photography (focal length, diaphragm, ...)
- A short text (in French, English or Spanish) presenting your work on this subject (5 lines).
- A photography of each pinhole-cameras used, numbered in correspondence with the reproductions. This (these) image(s) will measure 7 cm (2,75²) in its greatest dimension in 300 dpi, passed into JPEG maximum quality.
The files not corresponding to this request will be systematically rejected.

The selected authors will be informed by e-mail onlyduring the last two weeks of January 2008. The selected authors will have to send in January (dead line for reception : February 10th) by the post office their photographies ready to be hung on the walls.
Authors have to take all the customary precautions for a safe travel of their works so that they won´t be damaged.
During the exhibition, the authors will receive by e-mail pictures showing the opening and the exhibition. At the end of the exhibition, the pictures will be returned to their authors at the Town hall of Le Bourget expense.


Memorandum
2007, December 31th : Dead line to send the files to the following address :
centre.culturel@ville-le-bourget.fr
2008, January 15-20: The selected authors are informed by e-mail.
2008, January 15 - February 10th : Reception of the works ready to be hung.
2008, March 4th to April 27th: Exhibition.
2008, May : The works come back to their authors.

_______________________________________________Post to the list as PLAIN TEXT only - no HTMLpinhole-discussion mailing listpinhole-discussion@spitbite.orgFAQ at http://spitbite.org/pinhole-discussion/list.html

Istanbul

Visto che ho da poco finito di scannare le dia, torno a Istanbul.

Questi signori chiacchieravano davanti a un caffè.

Sono stati li un bel po. spero che l'argomento non fosse il galatasaray perchè sembrava molto importante


velvia 100f 80-200











Questo signore si aggirava tutto indaffarato nel topkapi



aveva evidentemente niente da fare perchè me lo sono trovato davanti praticamente ovunque.

velvia 100f 20

scatto preso di nascosto. quanto mi piace rubare cosi l'anima a chi non sa.










Traffico nel bosforo: questi pescatori recuperano gli ami in mezzo a un traffico impressionanate di centinaia di migliaia di tonnellate di navi che gli passano vicinissime
tutti incuranti l'uno dell'altro
impressionante
velvia 100f 80-200



Roma



Certo il soggetto è facile.

e pure lo scatto è facile.


però una giornata cosi se la meritava proprio una cartolina da roma


anche qui mi sembra che lo sviluppo sia venuto benino (è un rullo diverso da quello prima. sono due t-max se non sbaglio)

il colonnato con la sua imponenza non schiaccia l'unico visitatore di questa giornata.

giovedì 20 settembre 2007

Ultimo giorno d'estate



Spiaggia di Capo Cotta, in agosto è troppo affollata (di piselloni sventolanti), adesso è deserta.

mercoledì 19 settembre 2007

Una Tri-x digitale



Dopo lo struggle per trovare plug in che simulino in modo abbastanza decente i film BN più celebri, su consiglio del prode M ho istallato i plugin di Gimp, che si sono rivelati davvero ottimi.
Posto una foto che simula la Tri-x da plugin Gimp (gli indigeni Hadzabe che danzano), a confronto con un ritratto di indigeno Hadzabe in cui ho cercato di simulare la tri-x giocando con il channel mixer. Il risultato è indistinguibile dal plugin.

venerdì 14 settembre 2007

Chasing the master


Folgorato a suo tempo da una (a mio avviso) bellissima foto di un aereo a Vigna di Valle, fatta dal nosto Marcello, mi sono adoperato per rifarla in digitale.
E' un processo asintotico che può durare una vita.
Noi ingegneri ad un certo punto lo dobbiamo interrompere.

Comunque ecco uno dei risultati intermedi.

mercoledì 12 settembre 2007

Addio Joe


Un grande ci ha lasciato: Joe Zawinull è morto.
Malato da molto, ma nessuno lo sapeva, aveva perso il 26 luglio anche la moglie. Quella stessa sera, magro, debole e stanco aveva suonato a Roma a Villa Celimontana.


martedì 11 settembre 2007

Crowned Star




Accettate la collaborazione di un digital photographer? :-)
Anche se, a voler ben dire, la digitale ce l'ho da soli due anni, prima usavo una Nikon N80 e prima ancora (e ancora adesso) una Canon Ftb che fu di mio padre e che tengo come un cimelio.
Ma come dice Marcello, la fotografia non è la realtà, quindi il mezzo non è il fine e il fine giustifica i mezzi (anche se, in alcuni casi oggi, siamo con Photoshop a "livello di pittura").
Detto ciò propongo foto scattate in Turchia durante l'eclisse solare del marzo 2006.
Si vede il momento del secondo contatto, quando il sole scompare dietro la luna. Quello che in gergo è chiamato "anello di diamanti".
Aggiungo una foto della corona solare ottenuta interpolando 15 scatti a vari tempi di esposizione, elaborati con il metodo di Pellett per l'espansione della gamma dinamica.



sabato 8 settembre 2007

Esposizione


La mia prima macchina fotografica è stata una Diana F: se non ricordo male, si parla di 35 anni fa, l'esposizione era regolata con tre diverse posizioni: nuvolo; sole; e montagna (quest'ultimo mai usato). La macchina era davvero fragile e durò pochissimo. Dopo qualche hanno mi fu permesso di mettere mano alla preziosissima Kodak Retinette di famiglia (non ridete, ci ho imparato a fare le foto). Li l'esposizione era un affare complesso, dovevo sempre chiedere a papà e poi, ogni tanto, la foto "non veniva". Venne poi la Canon AV1 di papà, anche questa quasi intoccabile, con la Canon le foto "venivano sempre" per via dell'esposizione automatica, ma non potevo mai usarla da solo. Nel frattempo con la Retinette mi erano stati insegnati due trucchi meravigliosi:
- la distanza (messa a fuoco): se facevo un passo lungo era circa un metro; dopo tanti passi non valeva più la pena preoccuparsi e si metteva a fondo scala;
- la luce (esposizione): dentro la scatolina della pellicola c'erano i disegnini con le istruzioni per regolarla, se le seguivo non sbagliavo quasi mai.

Gli anni sono passati, ho imparato cos'è un esposimetro, ho capito che la media pesata può fregarti insidiosamente e che a volte ti frega anche lo spot, ho imparato ad usare l'esposimetro a luce incidente e ho capito che ci sono delle volte in cui esporre "ad occhio" mi gratifica assai di più di tutte le tecnologie.

Credo che tutti conoscano la regola del 16 (attenzione se siete ai tropici l'estate usate la regola del 22, è meglio): con un po' di pazienza, un po' di giri su internet e qualche prova ho ricostruito questa tabellina che si basa sulla regola del 16 e la adatta ad altre situazioni di luce. Non la userei per scattare diapositive, ma per un bianco e nero con una pellicola che sa incassare va più che bene (con il colore è ancora più facile).

La foto che segue è stata scattata in questo modo giovedì scorso a Firenze, con una Moskva 5 caricata con la solita (per me) TRI-X 400 sviluppata in Rodinal.

sabato 1 settembre 2007

Chi nasce quadrato

Chi nasce quadrato non può morire tondo, non c'è bisogno di essere intelligenti come Gennaro Gattuso per comprendere questa semplice realtà: se sei nato in un certo modo è davvero difficile cambiare.
Tuttavia capita che chi nasce quadrato possa poi diventare rettangolare: è il caso tipico di molti scatti medio formato. Ma anche questo non è del tutto vero: personalmente apprezzo molto il fatto di avere un negativo quadrato quando la macchina fotografica è pesante e non si presta ad essere girata (è il caso dell'Hasselblad), tuttavia già durante la fase di composizione penso se l'immagine finita dovrà poi essere quadrata, rettangolare e con quale orientamento.

Roca- Lecce, alba sulle rovine (Trix-400 im rodinal, scatto flessibile con la macchina appoggiata su uno scoglio)

venerdì 24 agosto 2007

Adox CMS 20 e Adotech developer

A chi interessa, sto provando un'altra pellicola ad "alta definizione". Ecco un articolo interessante sulle prestazioni "promesse":

http://www.imx.nl/photo/film_2/the_modern_slow_speed_silve.html

Ecco il datasheet in inglese (sul sito ADOX www.adox.de c'è solo una versione in tedesco...)

http://www.spur-photo.com/dat_ort_ure.pdf

Alé, vi tengo informati (RA, scalda lo scanner...)

venerdì 3 agosto 2007

istanbul



istanbul:

questa stradina che conduce alla moschea che si intravede sopra ospita un mercatino in cui i commercianti sono questi signori, molto ... riservati. Hanno mal reagito alle fotografie fatte dai miei compagni di viaggio con le solite digitali con l'anti occhi rossi acceso.

la foto è fatta con il 20, l'F3 appesa alla spalla, scatto cercando di inquadrare il ragazzo in primo piano e un po' di bancarelle

gli stessi signori ripresi dall'alto senza che se ne accorgessero, sono molto più tranquilli... e molto più rumorosi!
devo dire che la soddisfazione di rubare un'immagine cosi è enorme anche se il risultato tecnico è solo appena ragionevole

giovedì 26 luglio 2007

Sarah Jane Morris















L'ho ascoltata dal vivo sabato sera, a Villa Celimontana.

Fino ad allora era semplicemente: "quella con la voce da uomo che cantava con Jimmy Sommerville". Ma sabato sera mi sono dovuto ricredere SJM è una grande interprete, un carattere forte, un vero animale da palco scenico.

lunedì 16 luglio 2007

Apertura




Secondo voi dovremmo aprire a tutti i commenti ai post?

le foto sono fatte col 6680

1 la baia dove avevamo base per il corso di vela
2 il porto di bonifacio la barchettina in confronto alle dimensioni della mia macchina (lunga 4,20 metri)
3 trasporto pubblico a cuba. sullo sfondo l'ambasciata russa i palazzi dietro col tetto convesso sono gli uffici di cubacel

domenica 15 luglio 2007

Fotografia e meditazione

Esiste una pratica yoga di pulizia dello sguardo, denominata tradizionalmente Trataka, che consiste nel concentrare lo sguardo fisso su un'immagine allontanando ogni altro pensiero ed evitando di sbattere le palpebre.

Questo tipo di esercizio, oltre fornire sollievo per chi ha la vista affaticata, aiuta a mantenere calma la mente, tenendo a bada i pensieri, e a sviluppare la capacità di concentrazione.

Nella forma più classica viene effettuata fissando la fiamma di una candela fino a che gli occhi non lacrimano e poi, ad occhi chiusi, cercando di trattenerne il più a lungo possibile l'immagine mentale. Tuttavia è possibile praticare il trataka con ogni tipo di immagine e a volte si comincia a farlo con delle figure assai semplici, come come un punto nero all'interno di un cerchio chiaro, o con dei mandala (figure simboliche).

Chi fa fotografia con la tecnica della previsualizzazione (cercando cioè di immaginare, prima dello scatto, la fotografia finita dalla situazione reale) sperimenta molti punti di contatto fra tecnica fotografica e tecnica di meditazione yoga.

Non ostante le apparenze dicano il contrario la tecnica della previsualizzazione è assai utile anche quando si utilizza una macchina digitale, anche se ha un ottimo display.

Fare fotografia previsualizzando l'immagine finita, richiede: una buona concentrazione sul soggetto fotografato; la capacità di analizzarne i dettagli pensando a come renderne il messaggio.

Le foto che seguono sono le prime di una serie a cui sto lavorando denominata "Mandala", l'intento con cui la sto realizzando è quello di chiudere il cerchio (incidentalmente mandala in sanscrito vuol dire cerchio) creando delle immagini che possano essere usate come soggetto di meditazione.
Ho cercato di costruire immagini concettualmente semplici, che non lascino dubbi interpretativi sul soggetto ritratto, ma che allo stesso tempo fossero ricche di particolari secondari per stimolino all'analisi.

Nota tecnica: tutte le immagini sono state reallizzate con l' Hasselbad su cavalletto, per le prime tre la pellicola è T-Max 400, per l'ultima è TRI-X. Lo sviluppo è Rodinal 1+50 per tutte.







giovedì 12 luglio 2007

dimensioni e lunghezze


bello, bellissimo lo scatto "mandala"!
non so che dire... in passato ho fatto foto con la kodachrome 25 e devo dire che la velvia 50 o l'ektachrome 64 non hanno alle dimensioni a cui proietto io (quella del solito schermo) grana evidentemente più grande... certo cambia tutto il resto ma è una questione di gusti.
stampando il bn mi capita di fare un ingrandimento di particolare che qualche problema di grana me lo da ma in generale preferisco fare la differenza in ripresa piuttosto che in stampa (e con le dia non c'è scampo se la ripresa è "tagliata" male non ci si può fare niente);
e proprio per questo, ricordandomi quando sulla pentax mx gli obiettivi (per ragioni di budget) erano tutti almeno f/3,5 se non più bui, preferisco barattare il peso e l'ingombro del medio formato con il peso e l'ingombro di ottiche luminose sul 35 mm. il giorno in cui i progressi tecnologici ci daranno ottiche di materiali leggeri e densi (alto indice di rifrazione) per sostituire il vetro sarò felicissimo. e magari preferisco un po di grana in più ma poter avere ragione di condizioni di luce difficili... insomma credo che anche in questo campo la qualità non sia un valore assoluto.
questa foto è fatta a hongkong al crepuscolo in una strada quasi interrata con la neopan 400 e il 200 f/2,8.... boh ditemi voi, ma credo che la tecnologia debba essere al servizio dello scopo e quindi pellicole, sensibilità, formati, focali, sviluppi etc debbano essere scelti per la loro capacità di aiutarti a raggiunger eil risultato e non per i loro valori assoluti

mercoledì 11 luglio 2007

Size e Risoluzione (Gioia e Rivoluzione)

Il problema delle medio/grandi formato è che gli obiettivi hanno più problemi di quelli delle 35mm, mettere a fuoco su un lenzuolo è più problematico che farlo su un francobollo... Comunque ho provato questa nuova pellicola BERGGER a 15 (quindici) asa, solo disponibile in formato 120. Ho avuto paura con il focometro, non si vede nulla che assomigli alla grana. Consigliatissima, insieme alla Adox 25 (emulsione monostrato, stile anni '50).

Quando Patrizio Fariselli ha introdotto nel suo concerto piano solo Gioia e Rivoluzione - alla fine del pezzo, in verità - ha spiegato che sul suo nuovo disco durava un paio di minuti... dal vivo non riusciva a smettere prima di un buon quarto d'ora!
A quando una bella rivoluzione?

martedì 10 luglio 2007

When Size Does Matter...





Il mio obiettivo è più lungo del tuo, la mia macchina è più grande della tua... Capita, soprattutto in quell'età in cui il giro vita comincia ad essere la nostra anatomia più evidente, che si cerchi di acquistare qualche cosa che sia "più grosso" degli altri.

Ma le dimensioni contano davvero? Io ad esempio preferisco le focali corte e gli obiettivi maneggevoli; viaggio quasi sempre nel traffico e preferisco un'utilitaria agile (con autoradio e aria condizionata, sia chiaro). Si può obiettare che questi sono i tipici discorsi di chi ce l'ha piccolo.

Ogni cosa ha il suo uso: se parliamo del sensore su cui registriamo le immagini, sia esso fotochimico oppure elettrottico allora preferisco avercelo grosso.

A parità di qualità dell'ottica le immagini sono evidentemente migliori, questo è un fatto oggettivo.

Più soggettivamente, avere un negativo abbastanza grande da vederci l'immagine senza lentini e strizzamenti d'occhi è davvero una bella emozione. Quasi, quasi mi faccio un rullo di dia in medio formato (magari le carico nella moskva, così escono in 6X9).

Il negativo che accompagna questo post è uno di una serie (ancora in progress) che ho intitolato "Mandala", ne scriverò meglio in un prossimo post sulla fotografia da meditazione.

Hasselblad 500, TMAX 400 in rodinal 1+50

venerdì 6 luglio 2007

Yellow Jackets


a villa celimontana domenica scorsa.
6680 e niente post processo. mi sembra abbastanza onirica cosi com'è!

la neopan 400 e il tmax 3200 sono ancora da sviluppare

Occasioni

sabato sera a villa celimontana suona steve coleman and five elements

come il buon sergio non credo che mi farò scappare l'occasione

A proposito di concerti


Per Onorare l'invito di Roberto (anche se il mio è stato un autoinvito) non posso esimermi da un post con tanto di foto e visto che Sergio scrive di concerti ecco un mio piccolo contributo su quello di Peter Gabriel a Capannelle(Roma):


Le lodi dell'esibizione sono state tessute da diversi giornalisti, ottima e originale la scelta dei brani, impeccabili le esecuzioni e coinvolgente (come sempre) l'interpretazione di PG. Nessuno però sembra aver fatto il confronto con il concerto di due anni fa (o erano tre?) sempre a Capannelle.

Il Gabriel di questa volta, mi è apparso in un tono leggermente minore, quasi sofferente di un certo affaticamento fisico. Scrivo questo non perchè sia rimasto deluso dalla sua esibizione, ma perchè ero rimasto profondamente impressionato dal mix di forza e maturità artistica della predente.


In ogni caso è stato un buon concerto, Gabriel è ancora ai massimi livelli e ci resterà per gli anni a venire, superato solo da se stesso.


La foto "Lay Your Hands on Me" è stata scattata martedì sera, nella fasa più calda del concerto, in mezzo alla folla (ottomila persone secondo i manifestanti, duecento secondo i giornali di regime).


Nokia N70 e tanto GIMP


la foto incriminata


mix di tecnologie.. .eccola nel pieno fulgore di una pellicola all'argento che si trova a prendere vita in posto dove la sua esistenza è binaria, magari qualcuno direbbe virtuale, a me che sia argento o bit sembra che un'immagine sia sempre un'immagine: reale

Gegé ed i Groovinators

Non ho molto tempo ora come ora, stanotte vado a sdraiarmi un quantitativo imprecisato di Neopan 1600 (probabilmente a 1000 Asa, da sviluppare per non più di 7'30" a 20°C con Rodinal 1+50, grandi toni insospettabili a quella sensibilità) al concerto di Gegé Telesforo ed i Groovinators (ore 00:00 al Teatro Morlacchi a Perugia).
Però se vi va possiamo allargarci anche a scambiare come appena fatto "quadruplette" (pellicola, sensibilità, sviluppo, tempo) potenzialmente interessanti.
A presto, magari con qualche foto da "postare"!

giovedì 5 luglio 2007

Ciao

tutto è cominciato cosi:

ho riletto quello che ho scritto e mi sono accorto che, trascinato dalla foga o dall'alzheimer, mi sono dimenticato di scrivere la considerazione che hanno già fatto Marcello e Sergio (che condivido completamente): mi domando perchè ci si focalizzi cosi tanto sulle tecnologie e i formati, non sarà invece meglio focalizzarsi sul mezzo che ti permette di esprimerti?
vorrei spiegare questa banalità. come sapete ho due macchine fotografiche nikon, una F90X e una F3HP.
ho scoperto che la pausa per caricare l'otturatore con la leva mi è necessaria per non so cosa: ma mi sento più a mio agio e le foto mi soddisfano di più con l'F3.

Forse il motivo per cui ci si focalizzi cosi tanto sulla "tecnica" risede nel fatto che la maggior parte di chi sceglie una reflex digitale scatta sempre solo con l'obiettivo in dotazione esattamente come faceva l'anno scorso con la point and shoot tradizionale e ha scelto la macchina sulla base del costo per megapixel.
L'articolo della nital mi sembra più un tentativo di "dimostrare" che se le digitali nikon sono "meglio" della velvia allora sono buone quanto le canon (che credo stiano facedno la parte del leone sul mercato). cosi l'utente (si, utente) medio ha la coscienza a posto: la sua digitale fa le foto come la "macchina a pellicola" e quindi sono belle per definizione!

quindi se ci riesco farò la prova per mia curiosità personale e poi continuerò a scattare dia, bn, 1.3 megapixel del 6680, 5 megapixel della ixus 55 che ogni tanto rubo a cristina e con tutto quello che mi passa per le mani che abbia un buco con un rivelatore dietro (sia esso fotochimico o fotoelettrico) cercando di ottenre dei risultati che sero dipendano (nel bene e nel male) più da me che dal mezzo.





Concordo molto con Marcello, aggiungo solo che l'attrezzo con cui fai le foto
secondo me devi sentirlo congeniale, ovvero deve farti sentire a tuo agio. Per
questo ho una fissa per la F2 (anche la F3 mi piace molto ma un pelino sotto).

Il resto sono balle. Come dice Marcello mi trovo ad amare mio malgrado alcune
immagini scattate con il mio Nokia N70, ma anche con la mia Minolta SRT101, o
una Nikon digitale. Faccio dia a colori ma solo per poi stamparle in Ciba
(orrore? a me piace così)

Alla fine quello che importa è l'immagine.


Rispondo volentieri, includendo nella discussione anche Max (potrebbe essere interessante spostarci su un altro sito o su un blog.

La mia prima macchina fotografica è stata una Diana-F, ero piccolissimo. Nel tempo ho scattato foto con tutto quello che mi è capitato a tiro: Polaroid, 35 mm in b/n e colori, medio formato, scatole da scarpe, telefoni cellulari, macchine digitali. In tutti i casi è stato possibile produrre immagini piacevoli (da fare e da guardare) oppure delle vere schifezze, ma fatte salvi alcuni rari casi di malfunzionamento della macchina, la colpa delle schifezze è sempre stata unicamente mia.

Una macchina fotografica (di qualsiasi tipo sia) va usata per quello che da, quello che conta realmente è il risultato finale, ma, attenzione, questa affermazione è meno banale di quello che può sembrare. Il digitale è imbattibile su un monitor, la diapositiva è imbattibile sul proiettore ottico (ma vuole uno schermo adeguato, non pensate di usare un lenzuolo) e se volete una buona stampa in bianco e nero prendete un buon negativo e un pacco di carta baritata. Questo non vuol dire che ogni contendente non si possa avventurare sul campo dell’altro con ottimi risultati: basta spendere un sacco di soldi.

Le macchine fotografiche digitali di fascia medio alta progrediscono rapidamente verso un prodotto stabile e di ottima qualità, lo stesso non si può dire per i monitor e per le stampanti che continuano a deludere.

L’articolo proposto da Roberto mi ricorda perché ho smesso di comprare riviste sulla tecnica fotografica: sembra che i redattori abbiano una vera fissazione per la risoluzione dei dettagli geometrici delle immagini (ricordate le faide sulle linee per millimetro di degli obiettivi tedeschi contro giapponesi?) e se ne freghino altamente del risultato finale o di come una tecnica fotografica possa influenzare la creatività di chi la usa.

Avrete certamente notato che non ho parlato di fedeltà di un’immagine (è un concetto falso) o di bellezza di un’immagine. Quella è un’altra storia.

Ciao,

M.

rabbrividiscoinorridisco

A parte la prova al microscopio (che mi sembra poco sensata, né l'emulsione né il sensore sono pensati per quegli ingrandimenti) credo che proverò a fare "in casa" la prova descritta dal signore della nital e deciderò con i miei occhi.

In particolare i soggetti fotografati per la prova sono poveri di colori chissà come le cava la velvia rispetto al sensore riprendendo un bel paesaggio marino in tempesta dove gli azzurri e i bianchi e i salti di luce non si contano! ma... se voglio la grana? ce l'aggiungo con un set di filtri che simuli la grana della trix o della panf o dell'hp5 o della neopan?

Ho una perplessità sul metodo: secondo me la prova va fatta proiettando le due immagini, la dia con un proiettore adeguato e l'immagine digitale su uno schermo di computer adeguato; solo cosi, credo, il confronto è fatto sul terreno più congeniale alle due "contendenti". Che ne pensate?

La foto in allegato è scattata con una nikon F3HP, 80-200 2,8 pellicola neopan 400 esposta alla sensibilità nominale sviluppata con rivelatore kodak t-max (1+4) fissata con il fixer kodak t-max lavata con shampoo per bambini

scannata con epson 4990 a 2400dpi profondità dei grigi 16 bit (i sensori delle macchine fotografiche sono a 12 bit). Nessun post processo.

Dimenticavo: il soggetto è sull'isola di Bali. un tempio buddista che sorge sulle rive di un lago