giovedì 26 luglio 2007

Sarah Jane Morris















L'ho ascoltata dal vivo sabato sera, a Villa Celimontana.

Fino ad allora era semplicemente: "quella con la voce da uomo che cantava con Jimmy Sommerville". Ma sabato sera mi sono dovuto ricredere SJM è una grande interprete, un carattere forte, un vero animale da palco scenico.

lunedì 16 luglio 2007

Apertura




Secondo voi dovremmo aprire a tutti i commenti ai post?

le foto sono fatte col 6680

1 la baia dove avevamo base per il corso di vela
2 il porto di bonifacio la barchettina in confronto alle dimensioni della mia macchina (lunga 4,20 metri)
3 trasporto pubblico a cuba. sullo sfondo l'ambasciata russa i palazzi dietro col tetto convesso sono gli uffici di cubacel

domenica 15 luglio 2007

Fotografia e meditazione

Esiste una pratica yoga di pulizia dello sguardo, denominata tradizionalmente Trataka, che consiste nel concentrare lo sguardo fisso su un'immagine allontanando ogni altro pensiero ed evitando di sbattere le palpebre.

Questo tipo di esercizio, oltre fornire sollievo per chi ha la vista affaticata, aiuta a mantenere calma la mente, tenendo a bada i pensieri, e a sviluppare la capacità di concentrazione.

Nella forma più classica viene effettuata fissando la fiamma di una candela fino a che gli occhi non lacrimano e poi, ad occhi chiusi, cercando di trattenerne il più a lungo possibile l'immagine mentale. Tuttavia è possibile praticare il trataka con ogni tipo di immagine e a volte si comincia a farlo con delle figure assai semplici, come come un punto nero all'interno di un cerchio chiaro, o con dei mandala (figure simboliche).

Chi fa fotografia con la tecnica della previsualizzazione (cercando cioè di immaginare, prima dello scatto, la fotografia finita dalla situazione reale) sperimenta molti punti di contatto fra tecnica fotografica e tecnica di meditazione yoga.

Non ostante le apparenze dicano il contrario la tecnica della previsualizzazione è assai utile anche quando si utilizza una macchina digitale, anche se ha un ottimo display.

Fare fotografia previsualizzando l'immagine finita, richiede: una buona concentrazione sul soggetto fotografato; la capacità di analizzarne i dettagli pensando a come renderne il messaggio.

Le foto che seguono sono le prime di una serie a cui sto lavorando denominata "Mandala", l'intento con cui la sto realizzando è quello di chiudere il cerchio (incidentalmente mandala in sanscrito vuol dire cerchio) creando delle immagini che possano essere usate come soggetto di meditazione.
Ho cercato di costruire immagini concettualmente semplici, che non lascino dubbi interpretativi sul soggetto ritratto, ma che allo stesso tempo fossero ricche di particolari secondari per stimolino all'analisi.

Nota tecnica: tutte le immagini sono state reallizzate con l' Hasselbad su cavalletto, per le prime tre la pellicola è T-Max 400, per l'ultima è TRI-X. Lo sviluppo è Rodinal 1+50 per tutte.







giovedì 12 luglio 2007

dimensioni e lunghezze


bello, bellissimo lo scatto "mandala"!
non so che dire... in passato ho fatto foto con la kodachrome 25 e devo dire che la velvia 50 o l'ektachrome 64 non hanno alle dimensioni a cui proietto io (quella del solito schermo) grana evidentemente più grande... certo cambia tutto il resto ma è una questione di gusti.
stampando il bn mi capita di fare un ingrandimento di particolare che qualche problema di grana me lo da ma in generale preferisco fare la differenza in ripresa piuttosto che in stampa (e con le dia non c'è scampo se la ripresa è "tagliata" male non ci si può fare niente);
e proprio per questo, ricordandomi quando sulla pentax mx gli obiettivi (per ragioni di budget) erano tutti almeno f/3,5 se non più bui, preferisco barattare il peso e l'ingombro del medio formato con il peso e l'ingombro di ottiche luminose sul 35 mm. il giorno in cui i progressi tecnologici ci daranno ottiche di materiali leggeri e densi (alto indice di rifrazione) per sostituire il vetro sarò felicissimo. e magari preferisco un po di grana in più ma poter avere ragione di condizioni di luce difficili... insomma credo che anche in questo campo la qualità non sia un valore assoluto.
questa foto è fatta a hongkong al crepuscolo in una strada quasi interrata con la neopan 400 e il 200 f/2,8.... boh ditemi voi, ma credo che la tecnologia debba essere al servizio dello scopo e quindi pellicole, sensibilità, formati, focali, sviluppi etc debbano essere scelti per la loro capacità di aiutarti a raggiunger eil risultato e non per i loro valori assoluti

mercoledì 11 luglio 2007

Size e Risoluzione (Gioia e Rivoluzione)

Il problema delle medio/grandi formato è che gli obiettivi hanno più problemi di quelli delle 35mm, mettere a fuoco su un lenzuolo è più problematico che farlo su un francobollo... Comunque ho provato questa nuova pellicola BERGGER a 15 (quindici) asa, solo disponibile in formato 120. Ho avuto paura con il focometro, non si vede nulla che assomigli alla grana. Consigliatissima, insieme alla Adox 25 (emulsione monostrato, stile anni '50).

Quando Patrizio Fariselli ha introdotto nel suo concerto piano solo Gioia e Rivoluzione - alla fine del pezzo, in verità - ha spiegato che sul suo nuovo disco durava un paio di minuti... dal vivo non riusciva a smettere prima di un buon quarto d'ora!
A quando una bella rivoluzione?

martedì 10 luglio 2007

When Size Does Matter...





Il mio obiettivo è più lungo del tuo, la mia macchina è più grande della tua... Capita, soprattutto in quell'età in cui il giro vita comincia ad essere la nostra anatomia più evidente, che si cerchi di acquistare qualche cosa che sia "più grosso" degli altri.

Ma le dimensioni contano davvero? Io ad esempio preferisco le focali corte e gli obiettivi maneggevoli; viaggio quasi sempre nel traffico e preferisco un'utilitaria agile (con autoradio e aria condizionata, sia chiaro). Si può obiettare che questi sono i tipici discorsi di chi ce l'ha piccolo.

Ogni cosa ha il suo uso: se parliamo del sensore su cui registriamo le immagini, sia esso fotochimico oppure elettrottico allora preferisco avercelo grosso.

A parità di qualità dell'ottica le immagini sono evidentemente migliori, questo è un fatto oggettivo.

Più soggettivamente, avere un negativo abbastanza grande da vederci l'immagine senza lentini e strizzamenti d'occhi è davvero una bella emozione. Quasi, quasi mi faccio un rullo di dia in medio formato (magari le carico nella moskva, così escono in 6X9).

Il negativo che accompagna questo post è uno di una serie (ancora in progress) che ho intitolato "Mandala", ne scriverò meglio in un prossimo post sulla fotografia da meditazione.

Hasselblad 500, TMAX 400 in rodinal 1+50

venerdì 6 luglio 2007

Yellow Jackets


a villa celimontana domenica scorsa.
6680 e niente post processo. mi sembra abbastanza onirica cosi com'è!

la neopan 400 e il tmax 3200 sono ancora da sviluppare

Occasioni

sabato sera a villa celimontana suona steve coleman and five elements

come il buon sergio non credo che mi farò scappare l'occasione

A proposito di concerti


Per Onorare l'invito di Roberto (anche se il mio è stato un autoinvito) non posso esimermi da un post con tanto di foto e visto che Sergio scrive di concerti ecco un mio piccolo contributo su quello di Peter Gabriel a Capannelle(Roma):


Le lodi dell'esibizione sono state tessute da diversi giornalisti, ottima e originale la scelta dei brani, impeccabili le esecuzioni e coinvolgente (come sempre) l'interpretazione di PG. Nessuno però sembra aver fatto il confronto con il concerto di due anni fa (o erano tre?) sempre a Capannelle.

Il Gabriel di questa volta, mi è apparso in un tono leggermente minore, quasi sofferente di un certo affaticamento fisico. Scrivo questo non perchè sia rimasto deluso dalla sua esibizione, ma perchè ero rimasto profondamente impressionato dal mix di forza e maturità artistica della predente.


In ogni caso è stato un buon concerto, Gabriel è ancora ai massimi livelli e ci resterà per gli anni a venire, superato solo da se stesso.


La foto "Lay Your Hands on Me" è stata scattata martedì sera, nella fasa più calda del concerto, in mezzo alla folla (ottomila persone secondo i manifestanti, duecento secondo i giornali di regime).


Nokia N70 e tanto GIMP


la foto incriminata


mix di tecnologie.. .eccola nel pieno fulgore di una pellicola all'argento che si trova a prendere vita in posto dove la sua esistenza è binaria, magari qualcuno direbbe virtuale, a me che sia argento o bit sembra che un'immagine sia sempre un'immagine: reale

Gegé ed i Groovinators

Non ho molto tempo ora come ora, stanotte vado a sdraiarmi un quantitativo imprecisato di Neopan 1600 (probabilmente a 1000 Asa, da sviluppare per non più di 7'30" a 20°C con Rodinal 1+50, grandi toni insospettabili a quella sensibilità) al concerto di Gegé Telesforo ed i Groovinators (ore 00:00 al Teatro Morlacchi a Perugia).
Però se vi va possiamo allargarci anche a scambiare come appena fatto "quadruplette" (pellicola, sensibilità, sviluppo, tempo) potenzialmente interessanti.
A presto, magari con qualche foto da "postare"!

giovedì 5 luglio 2007

Ciao

tutto è cominciato cosi:

ho riletto quello che ho scritto e mi sono accorto che, trascinato dalla foga o dall'alzheimer, mi sono dimenticato di scrivere la considerazione che hanno già fatto Marcello e Sergio (che condivido completamente): mi domando perchè ci si focalizzi cosi tanto sulle tecnologie e i formati, non sarà invece meglio focalizzarsi sul mezzo che ti permette di esprimerti?
vorrei spiegare questa banalità. come sapete ho due macchine fotografiche nikon, una F90X e una F3HP.
ho scoperto che la pausa per caricare l'otturatore con la leva mi è necessaria per non so cosa: ma mi sento più a mio agio e le foto mi soddisfano di più con l'F3.

Forse il motivo per cui ci si focalizzi cosi tanto sulla "tecnica" risede nel fatto che la maggior parte di chi sceglie una reflex digitale scatta sempre solo con l'obiettivo in dotazione esattamente come faceva l'anno scorso con la point and shoot tradizionale e ha scelto la macchina sulla base del costo per megapixel.
L'articolo della nital mi sembra più un tentativo di "dimostrare" che se le digitali nikon sono "meglio" della velvia allora sono buone quanto le canon (che credo stiano facedno la parte del leone sul mercato). cosi l'utente (si, utente) medio ha la coscienza a posto: la sua digitale fa le foto come la "macchina a pellicola" e quindi sono belle per definizione!

quindi se ci riesco farò la prova per mia curiosità personale e poi continuerò a scattare dia, bn, 1.3 megapixel del 6680, 5 megapixel della ixus 55 che ogni tanto rubo a cristina e con tutto quello che mi passa per le mani che abbia un buco con un rivelatore dietro (sia esso fotochimico o fotoelettrico) cercando di ottenre dei risultati che sero dipendano (nel bene e nel male) più da me che dal mezzo.





Concordo molto con Marcello, aggiungo solo che l'attrezzo con cui fai le foto
secondo me devi sentirlo congeniale, ovvero deve farti sentire a tuo agio. Per
questo ho una fissa per la F2 (anche la F3 mi piace molto ma un pelino sotto).

Il resto sono balle. Come dice Marcello mi trovo ad amare mio malgrado alcune
immagini scattate con il mio Nokia N70, ma anche con la mia Minolta SRT101, o
una Nikon digitale. Faccio dia a colori ma solo per poi stamparle in Ciba
(orrore? a me piace così)

Alla fine quello che importa è l'immagine.


Rispondo volentieri, includendo nella discussione anche Max (potrebbe essere interessante spostarci su un altro sito o su un blog.

La mia prima macchina fotografica è stata una Diana-F, ero piccolissimo. Nel tempo ho scattato foto con tutto quello che mi è capitato a tiro: Polaroid, 35 mm in b/n e colori, medio formato, scatole da scarpe, telefoni cellulari, macchine digitali. In tutti i casi è stato possibile produrre immagini piacevoli (da fare e da guardare) oppure delle vere schifezze, ma fatte salvi alcuni rari casi di malfunzionamento della macchina, la colpa delle schifezze è sempre stata unicamente mia.

Una macchina fotografica (di qualsiasi tipo sia) va usata per quello che da, quello che conta realmente è il risultato finale, ma, attenzione, questa affermazione è meno banale di quello che può sembrare. Il digitale è imbattibile su un monitor, la diapositiva è imbattibile sul proiettore ottico (ma vuole uno schermo adeguato, non pensate di usare un lenzuolo) e se volete una buona stampa in bianco e nero prendete un buon negativo e un pacco di carta baritata. Questo non vuol dire che ogni contendente non si possa avventurare sul campo dell’altro con ottimi risultati: basta spendere un sacco di soldi.

Le macchine fotografiche digitali di fascia medio alta progrediscono rapidamente verso un prodotto stabile e di ottima qualità, lo stesso non si può dire per i monitor e per le stampanti che continuano a deludere.

L’articolo proposto da Roberto mi ricorda perché ho smesso di comprare riviste sulla tecnica fotografica: sembra che i redattori abbiano una vera fissazione per la risoluzione dei dettagli geometrici delle immagini (ricordate le faide sulle linee per millimetro di degli obiettivi tedeschi contro giapponesi?) e se ne freghino altamente del risultato finale o di come una tecnica fotografica possa influenzare la creatività di chi la usa.

Avrete certamente notato che non ho parlato di fedeltà di un’immagine (è un concetto falso) o di bellezza di un’immagine. Quella è un’altra storia.

Ciao,

M.

rabbrividiscoinorridisco

A parte la prova al microscopio (che mi sembra poco sensata, né l'emulsione né il sensore sono pensati per quegli ingrandimenti) credo che proverò a fare "in casa" la prova descritta dal signore della nital e deciderò con i miei occhi.

In particolare i soggetti fotografati per la prova sono poveri di colori chissà come le cava la velvia rispetto al sensore riprendendo un bel paesaggio marino in tempesta dove gli azzurri e i bianchi e i salti di luce non si contano! ma... se voglio la grana? ce l'aggiungo con un set di filtri che simuli la grana della trix o della panf o dell'hp5 o della neopan?

Ho una perplessità sul metodo: secondo me la prova va fatta proiettando le due immagini, la dia con un proiettore adeguato e l'immagine digitale su uno schermo di computer adeguato; solo cosi, credo, il confronto è fatto sul terreno più congeniale alle due "contendenti". Che ne pensate?

La foto in allegato è scattata con una nikon F3HP, 80-200 2,8 pellicola neopan 400 esposta alla sensibilità nominale sviluppata con rivelatore kodak t-max (1+4) fissata con il fixer kodak t-max lavata con shampoo per bambini

scannata con epson 4990 a 2400dpi profondità dei grigi 16 bit (i sensori delle macchine fotografiche sono a 12 bit). Nessun post processo.

Dimenticavo: il soggetto è sull'isola di Bali. un tempio buddista che sorge sulle rive di un lago