Questo tipo di esercizio, oltre fornire sollievo per chi ha la vista affaticata, aiuta a mantenere calma la mente, tenendo a bada i pensieri, e a sviluppare la capacità di concentrazione.
Nella forma più classica viene effettuata fissando la fiamma di una candela fino a che gli occhi non lacrimano e poi, ad occhi chiusi, cercando di trattenerne il più a lungo possibile l'immagine mentale. Tuttavia è possibile praticare il trataka con ogni tipo di immagine e a volte si comincia a farlo con delle figure assai semplici, come come un punto nero all'interno di un cerchio chiaro, o con dei mandala (figure simboliche).
Chi fa fotografia con la tecnica della previsualizzazione (cercando cioè di immaginare, prima dello scatto, la fotografia finita dalla situazione reale) sperimenta molti punti di contatto fra tecnica fotografica e tecnica di meditazione yoga.
Non ostante le apparenze dicano il contrario la tecnica della previsualizzazione è assai utile anche quando si utilizza una macchina digitale, anche se ha un ottimo display.
Fare fotografia previsualizzando l'immagine finita, richiede: una buona concentrazione sul soggetto fotografato; la capacità di analizzarne i dettagli pensando a come renderne il messaggio.
Le foto che seguono sono le prime di una serie a cui sto lavorando denominata "Mandala", l'intento con cui la sto realizzando è quello di chiudere il cerchio (incidentalmente mandala in sanscrito vuol dire cerchio) creando delle immagini che possano essere usate come soggetto di meditazione.
Ho cercato di costruire immagini concettualmente semplici, che non lascino dubbi interpretativi sul soggetto ritratto, ma che allo stesso tempo fossero ricche di particolari secondari per stimolino all'analisi.
Nota tecnica: tutte le immagini sono state reallizzate con l' Hasselbad su cavalletto, per le prime tre la pellicola è T-Max 400, per l'ultima è TRI-X. Lo sviluppo è Rodinal 1+50 per tutte.



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